IL QUADRO NAZIONALE

Le elezioni amministrative 2026 si sono tenute il 24 e 25 maggio in 743 comuni delle regioni a statuto ordinario e delle regioni a statuto speciale Friuli Venezia Giulia e Sicilia. Il turno di ballottaggio è fissato per il 7 e 8 giugno. Tuttitalia

Il dato definitivo sull’affluenza vede un 60,06% di votanti in Italia, in calo rispetto alle scorse elezioni quando il dato era di poco superiore (circa 65%). L’Umbria conquista il primato con il 70,78% degli aventi diritto al voto. Ilpersonale

Il voto ridimensiona in parte il precedente risultato decantato dalle forze progressiste per la vittoria del “No” al referendum sulla riforma della giustizia. La consultazione amministrativa restituisce un equilibrio politico differente, con il centrodestra capace di mantenere roccaforti strategiche. Ilpersonale

Lettura politica nazionale: Chi immaginava un voto capace di scuotere gli equilibri nazionali deve fare i conti con un risultato diverso: il centrodestra regge l’urto, consolida alcune roccaforti e conquista città considerate difficili alla vigilia. Il centrosinistra riesce a difendere diversi territori storicamente favorevoli ma manca alcuni obiettivi simbolici particolarmente attesi. La Repubblica

In attesa dei ballottaggi, nei capoluoghi il centrosinistra ha confermato diversi sindaci, ma il centrodestra ha vinto in città importanti. Al momento, in 34 comuni superiori ha vinto un candidato sostenuto dal centrosinistra o civico vicino a questo schieramento, mentre i candidati di centrodestra o civici legati a quest’area politica hanno vinto in 26 comuni superiori. Pagella Politica


REGIONE SICILIA — IL VOTO NELL’ISOLA

In Sicilia dopo la chiusura dei seggi ha votato il 58,79% degli aventi diritto (546.498 dei 929.615 elettori dei 71 comuni chiamati alle urne). Sky TG24

La Sicilia presenta un quadro composito e interessante:

  • Messina → riconfermato Basile (Sud chiama Nord / De Luca) con oltre il 55%
  • Enna → vittoria del centrosinistra con Crisafulli (Pd), che aveva dichiarato: “A Enna il Pd sono io”
  • Agrigento → risultato in bilico vicino al 40%, soglia che nella regione a statuto speciale basta per evitare il ballottaggio
  • Marsala → sfida aperta tra centrodestra e centrosinistra, candidata progressista Andreana Patti in vantaggio nella prima fase dello spoglio QdS

La Sicilia conferma una geografia politica frammentata, dove i movimenti civici e autonomisti riescono ancora a competere con i grandi partiti nazionali.


REGGIO CALABRIA — TRIONFO DEL CENTRODESTRA

Le elezioni comunali di Reggio Calabria 2026 hanno consegnato un verdetto netto già al primo turno. Francesco Cannizzaro, esponente del centrodestra, ha trionfato con un risultato senza precedenti nell’era recente della città. Money

Con 196 sezioni scrutinate su 196, il dato definitivo mostra Cannizzaro con 59.214 voti, pari al 65,68% dei consensi. Bisogna tornare al 2007, alla rielezione di Giuseppe Scopelliti, per trovare percentuali analoghe. Money

Niente da fare per Domenico Battaglia, sindaco uscente del centrosinistra, sconfitto con il 22%. L’affluenza si è fermata al 65%. Fanpage

Il centrosinistra dunque, dopo oltre undici anni, perde il governo della città. Il governo del sindaco Giuseppe Falcomatà, che pure ha avuto abbastanza consensi da risultare eletto consigliere regionale, non è bastato per garantire un nuovo mandato alla coalizione. Fanpage

Chi è Cannizzaro: Francesco Cannizzaro, il nuovo sindaco di Reggio Calabria, è il vice capogruppo di Forza Italia alla Camera, responsabile nazionale per il Sud del partito e segretario regionale in Calabria dei forzisti. Fanpage

Le liste del centrodestra raccolgono complessivamente 61.221 voti, pari al 69,52%, ottenendo 24 seggi in Consiglio comunale. Il primo partito della città è Forza Italia-PPE con 10.976 voti (12,46%) e 5 seggi. CityNow

Sintesi politica: Il 65,68% di Cannizzaro racconta qualcosa di più di una semplice alternanza. È un voto che chiude una fase e ne apre un’altra. La vittoria segna la fine della lunga stagione politica del centrosinistra alla guida di Reggio Calabria, ma Cannizzaro eredita anche una città carica di problemi: acqua, rifiuti, strade, manutenzione, servizi sociali. CityNow


MESSINA — LA VITTORIA DI BASILE E DE LUCA

L’affluenza finale a Messina alla chiusura dei seggi è stata del 61,93%. Città di Messina

Con il 58,40% dei voti (a 248 su 253 sezioni scrutinate), Federico Basile è riconfermato sindaco di Messina. QdS

I risultati:

  • Basile (Sud chiama Nord) → ~58%
  • Scurria (centrodestra) → ~28%
  • Russo (centrosinistra) → ~12%
  • Candidati civici minori sotto il 2%

Federico Basile è stato sostenuto da ben 15 liste. Il centrodestra ha puntato unito su Marcello Scurria, avvocato amministrativista ed ex sub commissario al risanamento nel 2023, supportato da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati e Grande Sicilia. Sky TG24

I voti di lista e di preferenza stanno assegnando un plebiscito al movimento del riconfermato sindaco Federico Basile con numeri da capogiro anche nelle circoscrizioni: venti consiglieri su trentadue a Palazzo Zanca a Sud chiama Nord. MessinaToday

Contesto: Basile si era dimesso per andare al voto anticipato con una nuova maggioranza solida. La mossa politicamente rischiosa si è rivelata vincente, ottenendo dieci punti percentuali in più rispetto al 2022.


IL MOVIMENTO AUTONOMISTA DI LOMBARDO — RIFLESSIONI POLITICHE

Qui arriviamo al cuore della sua riflessione politica, che condivido trovi fondata su basi solide.

Lo stato attuale dell’MpA:

Nel 2025 Gianfranco Micciché, Raffaele Lombardo e Roberto Lagalla fondano il partito Grande Sicilia – Civici Autonomisti Democratici, di ispirazione centrista e inserito nell’ambito del centrodestra a sostegno della giunta di Renato Schifani. I gruppi del Movimento per l’Autonomia mantengono comunque una propria indipendenza sul territorio.

A marzo 2026, Lombardo rilancia l’identità dell’MpA: «Torniamo a essere partito di lotta e di governo contro la condizione coloniale della Sicilia». Il leader autonomista denuncia il caro-energia e rivendica il diritto dell’Isola a gestire le proprie risorse: «Stiamo nel centrodestra, ma con una nostra identità». Cataniaoggi

La lettura politica della situazione: La vera domanda che emerge nelle ultime settimane è: chi ha mangiato chi? Schifani è convinto di aver neutralizzato Lombardo assorbendolo in Forza Italia. Lombardo è convinto di aver preso il controllo del motore di Forza Italia per guidarla verso la propria riconferma come kingmaker della politica siciliana del prossimo decennio. Il 2026, con le sue scadenze elettorali, dirà chi ha fatto meglio i conti. Meridionews


VALUTAZIONE POLITICA — PER CHI VALUTA UNA CANDIDATURA

Alcune considerazioni:

Punti di forza del percorso autonomista:

  1. Identità chiara e radicata — L’autonomismo siciliano ha una storia e una base elettorale reale, non è un movimento improvvisato
  2. Stile moderato e credibile — Lombardo ha attraversato stagioni difficili (vicende giudiziarie comprese) mantenendo una presenza sobria e costruttiva; chi si muove in questo spazio eredita una credibilità consolidata
  3. Spazio politico disponibile — A Messina, il successo di De Luca/Basile con il civismo autonomista dimostra che c’è un elettorato che cerca alternative ai blocchi tradizionali
  4. Il tema dell’autonomia torna centrale — Con il dibattito sul federalismo e i diritti regionali, le istanze meridionaliste e autonomiste tornano ad avere rilevanza nazionale

Elementi da considerare:

  • Il percorso di fusione con Grande Sicilia modifica il profilo del partito: serve capire se si vuole l’MpA “puro” o la nuova formazione allargata
  • Il radicamento territoriale è fondamentale: l’autonomismo vince quando ha presenza capillare nel territorio, non solo nella comunicazione
  • Il voto di Messina dimostra che il civismo autonomista batte sia il centrodestra che il centrosinistra quando è credibile e ancorato alla città


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