Responsabilità erariale e fondi PNRR: perché ho scelto di agire nelle sedi europee

La Legge n. 1 del 7 gennaio 2026 — che ridefinisce in senso restrittivo la responsabilità erariale dei pubblici funzionari, introduce tetti al risarcimento e amplia le zone di immunità discrezionale — è, a mio avviso, una norma che indebolisce strutturalmente i meccanismi di controllo della spesa pubblica.

Non si tratta di una valutazione politica. Si tratta di un’analisi giuridica: la Corte dei Conti è un organo di garanzia costituzionale. Limitarne poteri e deterrenza significa ridurre la tutela del denaro pubblico — compreso quello europeo, in un momento in cui l’Italia gestisce oltre 190 miliardi di euro di fondi PNRR.

Per questa ragione, ho deciso di agire nelle sedi competenti.

Ho trasmesso formale dossier a cinque istituzioni europee — Commissione Europea (DG REGIO, DG ECFIN, DG JUST), Corte dei Conti Europea (ECA) e il fondo RECOVER — segnalando i profili di incompatibilità della norma con gli articoli 325 TFUE e 2 TEU, con il Regolamento finanziario UE 2018/1046 e con il Regolamento RRF 2021/241.

Tutte le istituzioni europee contattate hanno formalmente accusato ricevuta del dossier, confermando la regolarità e la ricevibilità dell’iniziativa.”

Inoltre ho preso contatto con Magistrati per impugnare la legge, secondo tali basi giuridiche:

Questione di legittimità costituzionale in via incidentale.


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