Questo breve resoconto e’ estrapolato dai dati ufficiali PNS di Agenas, nulla è aggiunto o sottratto dai dati ufficiali:

CALABRIA – La rete sanitaria reale

La Calabria non ha un problema di “qualità media”.
Ha un problema di rete spezzata.

Pochi poli funzionano.
Tutto il resto gravita su di loro o scappa fuori regione.


1. Le aree cliniche più deboli

Dalla mappa regionale (valori 1–5 per branca) emergono come aree critiche sistemiche:

AreaStato regionale
Chirurgia oncologicaQuasi tutta concentrata in 2–3 strutture
Sistema nervoso (ictus, neurologia)Molti presidi con punteggio 5
RespiratorioRete frammentata
NefrologiaDialisi e nefrologia concentrate

La Calabria è clinicamente vulnerabile proprio nelle aree che:

  • fanno aumentare la mortalità
  • generano mobilità passiva

2. I veri hub calabresi

Solo due poli tengono in piedi la regione.

Cosenza – AO

È l’unico vero ospedale multispecialistico:

  • chirurgia generale: buona
  • oncologia: accettabile
  • nefrologia: buona
  • cardiologia e neurologia: reggono

→ è l’equivalente di un “mini Palermo” calabrese.


Catanzaro – Pugliese / Mater Domini

È l’altro pilastro:

  • neurologia
  • respiratorio
  • maternità
  • acuti complessi

→ polo universitario + rete clinica.


3. I presidi in collasso strutturale

Come Locri, Castrovillari, Paola, Rossano, Polistena.

Hanno:

  • 4–5 in neurologia
  • 4–5 in respiratorio
  • 4–5 in oncologia

Significa:

fanno PS e ricoveri, ma non fanno vera medicina specialistica

Sono presidi di smistamento, non di cura.


4. Il ruolo del privato

Dove il pubblico è debole:

  • chirurgia programmata
  • ortopedia
  • riabilitazione
  • diagnostica

entra il privato accreditato.

Non per scelta ideologica:
perché la rete pubblica non copre il bisogno.


5. Il risultato finale

La Calabria funziona così:

Territorio debole
      ↓
PS e ricoveri impropri
      ↓
Cosenza e Catanzaro saturi
      ↓
Liste d’attesa
      ↓
Privato e mobilità fuori regione

Non è un problema di soldi.
È un problema di architettura sanitaria.

Dalla tabella emerge una cosa chiarissima:

La Calabria non ha un problema generale: ha poli di eccellenza isolati e deserti clinici attorno.

Questo è il classico schema che genera:

  • mobilità sanitaria
  • collasso di pochi hub
  • dipendenza dal privato

AREE PIÙ CRITICHE (trasversali)

Osservando le colonne, le aree che compaiono più spesso in rosso (4–5) sono:

AreaSituazione
Chirurgia oncologicaCritica in quasi tutta la regione
RespiratorioForti carenze in più province
Sistema nervoso (neurologia)Estremamente polarizzato
NefrologiaFortissima concentrazione in pochi centri

Questo spiega perché:

  • i pazienti oncologici
  • i dializzati
  • gli ictus

migrano verso pochi ospedali o fuori regione.

STRUTTURE “HUB” REALI (i pochi che reggono)

Guardando i punteggi migliori (1–2 su più colonne):

Azienda Ospedaliera di Cosenza

È uno dei pochi poli multispecialistici:

  • cardiocircolatorio: 3
  • nervoso: 3
  • respiratorio: 3
  • chirurgia generale: 1
  • oncologica: 3
  • nefrologia: 2

→ vero ospedale hub

Presidio Pugliese – Catanzaro

Buon livello su:

  • nervoso
  • respiratorio
  • oncologia
  • gravidanza

→ polo materno-infantile + acuti


STRUTTURE “SOTTO COLLASSO”

Ospedale di Locri

  • Nervoso = 5
  • Respiratorio = 5
  • Chirurgia oncologica = 5

→ è praticamente un pronto soccorso con ricoveri.

Ospedale Civile Ferrari – Castrovillari

  • Respiratorio = 5
  • Chirurgia oncologica = 5
  • Nefrologia = 5

→ enorme dipendenza da trasferimenti.

Paola, Rossano, Polistena

presentano buchi clinici gravi in:

  • neurologia
  • oncologia
  • nefrologia

Cosa significa per la Calabria

Questa mappa dimostra che la Calabria è:

una regione con rete ospedaliera spezzata

cioè:

  • pochi hub sovraccarichi
  • molti spoke clinicamente deboli
  • privato che si inserisce nei vuoti

Questo produce:

  • mobilità passiva
  • flussi EMUR e ricoveri impropri
  • domanda di specialistica privata

Prossimo passo (se vuoi)

Ora possiamo fare una cosa potente:

incrociare questa mappa ospedaliera con i flussi territoriali (C–M) e con le Case della Comunità

per capire:

  • dove il territorio non filtra
  • dove il privato ha preso il mercato
  • dove il PNRR può davvero cambiare le cose.

Dimmi da quale provincia vuoi partire (Cosenza, Catanzaro, Reggio, Crotone o Vibo).


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